Rilasciato dal carcere dopo 32 anni di pena per un crimine che non ha commesso.


Molte persone, nel corso della storia, sono rimaste vittime di pene e condanne, nonostante fossero assolutamente innocenti. Purtroppo i sistemi penali possono commettere degli errori e quando succede, a pagarne le conseguenze sono delle persone assolutamente non colpevoli. Un esempio di queste deplorevoli situazioni è Gilbert Lee Poole Jr.

Quest’uomo è stato condannato tanti anni fa per un omicidio e solamente dopo 32 anni di prigionia è stato scagionato dalla colpa. La vicenda che lo vede protagonista è iniziata proprio nel 1988, quando aveva appena compiuto 22 anni. In quel periodo rimase coinvolto in una orribile situazione, che finì con l’incolparlo dell’omicidio di Robert Mejia, avvenuto proprio in quello stesso anno.


credit: Youtube/WXYZ-TV Detroit | Channel 7

Gilbert stesso racconta che quando nell’88 era stato condotto in tribunale, non aveva alcuna idea della situazione per cui era accusato. Non aveva commesso alcun crimine ha vissuto l’intera faccenda come un incubo. Non riusciva a credere che lo accusassero di un tale crimine e quando hanno confermato la sua condanna ha creduto di essere veramente finito all’inferno.

Il corpo del defunto Mejia è stato trovato vicino ad un sentiero a Pontiac, nel Michigan. Secondo la scientifica sul corpo erano presenti diversi segni di coltellate ed un morso. A quel tempo non c’erano indizi sul caso, fino a quando la stessa ragazza di Poole non lo collegò a questo incidente, presentandosi come testimone e accusandolo come primo ed unico sospettato.


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Un dentista ha confermato che i segni dei denti sul corpo della vittima appartenevano proprio a Poole e questa fu la prova definitiva che lo ha portato a dover scontare un ergastolo per omicidio volontario. In seguito sul luogo dell’omicidio è stato scoperto il sangue di una terza persona e il team di avvocati di Poole non presento in tempo tale prova, finendo quindi per essere ignorata dalla corte.

32 anni dopo questo sfortunato incidente, Poole è riuscito a liberarsi grazie ad un giudice che ha esaminato il suo caso e ha scoperto la negligenza portata avanti sul test del DNA non eseguito all’epoca e per il fatto che i segni di un morso, non sono delle prove affidabili.


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Attualmente il vero assassino rimane non identificato, ma almeno giustizia è stata fatta e finalmente quest’uomo ha ritrovato la libertà, anche se nulla potrà restituirgli gli anni persi, da innocente, dietro le sbarre.