Mia Martini e le dicerie sul suo conto. Patty Pravo tirata in ballo pubblica un comunicato

Il film “Io sono Mia” ha provocato un rinnovato interesse non solo per la musica di Mia Martini, ma anche per la storia della sua vita.

Dopo 24 anni dalla sua morte, Mia Martine, oggi più che mai resta una delle migliori interpetri della musica italiana.

La sfortuna che ha segnato la sua vita è stata tale da distruggerla. Tante le dicerie sul suo conto che si sono diffuse, impedendo alla celebre Mia, di poter vivere la sua vita serenamente e di poter continuare a cantare e a fare ciò per cui era nata.

In queste ore però tante sono state le voci che si sono rincorse, tra chi potesse essere a diramare quelle dicerie. E qualcuno ha addirittura tirato delle vecchie interviste in cui vengono fatti alcuni nomi.

In particolare in un articolo della rivista “Gente” del 1983 di Gianfranco Moriondo, venivano riportate queste dichiarazioni:

“Tra i primi a dire che porto jella sono stati Patty Pravo e Fred Bongusto. Poi è stata la volta della RAI che ha cominciato a non mettere più in onda le mie canzoni. Quindi i discografici, che rifiutavano le mie canzoni”.

Le dichiarazioni attribuite a Mia Martini, rimesse in circolazione dopo la messa in onda del film di Raiuno, hanno però creato non poco disagio a Patty Pravo.

Infatti sui social non è mancato chi ha iniziato ad offendere la cantante, che ha dovuto frenare le voci che a sua volta si sono diffuse sul suo conto.

Ecco perchè Patty Pravo, il cui vero nome è Nicoletta Strambelli, è stata costretta a far chiarezza.

Con un post sulle sue pagine social, ha pubblicato il seguente comunicato

“A seguito dei messaggi dal contenuto falso e offensivo ricevuti nei giorni scorsi, sono costretta a pubblicare il seguente comunicato”

“La sig.ra Strambelli prende le distanze, ora come allora, dalle affermazioni attribuitele circa la sig.ra Mia Martini e, qualora si dovesse insistere in tali comportamenti, provvederà a sporgere denuncia-querela per diffamazione a mezzo stampa e Internet, a tutela della propria reputazione”.

La stessa Mia Martini, anche come riportato dal film, aveva affermato che ad aver diffuse le cattive dicerie sul suo conto era stato un impresario, che si era sentito offeso dal fatto che lei non avesse firmato un contratto in esclusiva.