Le lacrime di Elisabetta Franchi, i ricordi che emozionano. “Essere Elisabetta” apprezzato dal Web. Ecco dove riverlo.

Elisabetta Franchi, possiamo dirlo con certezza, non è una donna comune. È una vera e propria forza della natura che incarna carisma, talento, carattere e determinazione.

Un mix incredibile che le ha consentito di costruire un impero, di cadere e rialzarsi più forte di prima e soprattutto di non perdere mai il sorriso.

La stilista ha recentemente festeggiato i suoi 50 anni, ed anche i 20 anni di attività, del lavoro che ama tanto e che l’ha resa famosa nel mondo.

Foto: Instagram/elisabettafranchi

Elisabetta, con profili social sempre attivi, si racconta ai suoi fan e ripercorre la storia della sua vita partendo dalle origini, in un viaggio a 360 gradi che ci fa scoprire anche i più piccoli dettagli sulla sua carriera che l’ha portata ad essere una delle imprenditrici di moda più importanti e stimate di oggi.

Il successo, il lavoro, i sacrifici, le rinunce, tutto parte da quando era bambina fino a condurci nella vita adulta. Niente accade per caso.

Del passato racconta un’infanzia non proprio felice, già a 5 anni faceva le faccende di casa come una donnina. Sua mamma era una donna particolare bella che sfruttava questa bellezza.

Il suo successo è stato merito anche dell’uomo che ha amato, il padre di sua figlia, con il quale è stata bene 17 anni, ma che è morto prematuramente. E poi il lavoro ancora e l’amore con Alan, il suo primo fidanzatino ritrovato dopo tempo.

Tutto questo è stato raccontato nel documentario “Essere Elisabetta” andato in onda su real time e disponibile su Dplay Plus, che andrà in onda in prima visione tv dal 12 settembre su Real time e on demand dal 13.

Il documentario racconta anche il suo impegno animalista, e l’amore verso la sua famiglia.

La sua azienda, Betty Blu Spa, ha fatturato lo scorso anno ben 117 milioni di euro e distribuisce il suo marchio Elisabetta Franchi in tutto il mondo attraverso 85 store monomarca e 1135 rivenditori multimarca.

Insomma una vita clamorosa, segno che il lavoro, alla fine, ripaga sempre. Se avete perso il documentario potete rivedeelo su Dplay

Il documentario sembra essere piaciuto molto basta fare un giro su twitter per leggere gli apprezzamenti del pubblico femminile e non solo.

Ecco alcuni commenti.

Ed ancora

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