Jerry Calà, dopo le offese della rappresentante del Pd, la reazione del figlio 16enne sui social

Negli ultimi giorni Jerry Calà ha rilasciato un’intervista a “Il giornale”. Il comico rispondendo ad una domanda posta dal giornalista sulla sua situazione lavorativa ha palesato il suo pensiero circa le motivazioni della sua assenza nel mondo della tv e del cinema in questo periodo, facendo riferimento al mondo politico.

Queste le parole di Jerry Calà “Forse non odoro di sinistra e non invoglio i registi” che hanno riscosso una certa reazione da certi politici del Pd.

La politica calabrese del Pd Anna Rita Leonardi ha ribattutto alle parole di Jerry Calà con parole di certo forti che non sono passate inosservate.

Ecco cosa ha detto: “Quella sottospecie di comico fallito di Jerry Calà ci dice che il cinema non lo vuole perché non odora di sinistra. Tranquillizzatelo. Il cinema non lo vuole, semplicemente, perché è un cretino senza talento”

L’uscita della politica calabrese, candidata a sindaco del comune calabrese di Platì per il Partito Democratico, ha fatto il giro dei social. A difendere e dire la sua su quanto successo al padre, ci ha pensato il giovane figlio di Jerry Calà, che con un post su Facebook ha voluto dire la sua.

Le parole del giovane Calà, Johnny infatti ha solo 16 anni, sono apparse probabilmente le più sagge che si siano sentite negli ultimi giorni, riguardo questa vicenda.

Ecco cosa ha scritto il giovane ragazzo, ringraziando i tanti messaggi di solidarietà ricevuti e mostrando la sua vicinanza al padre.

“Ho ricevuto una valanga di messaggi nelle ultime ore e volevo ringraziare tutte le persone, conoscenti e non, che mi hanno espresso la loro solidarietà. Ciò che mi ha dato fastidio non sono tanto le offese che sono state rivolte a mio padre, quanto il fatto che queste provenissero da una persona che si proclama democratica e quindi pronta a difendere i valori della democrazia.”

Ed ha aggiunto “I miei genitori mi hanno sempre insegnato il valore del confronto e del rispetto delle opinioni altrui, perché l’offesa è un’arma a cui solo le persone deboli e ignoranti ricorrono laddove non sono più in grado di motivare il loro pensiero. Sono quindi preoccupato di vivere in un paese dove coloro che dovrebbero rappresentare la democrazia non sono nemmeno in grado di sostenere un confronto civile, capaci soltanto di ripiegare sull’insulto gratuito.”

Johnny non poteva che dimostrare al padre la sua vicinanza in in modo migliore, ecco cosa ha precisato “Io sono orgoglioso di mio padre, di ciò che rappresenta come artista e dell’educazione che mi ha dato e vedere tutte queste dimostrazioni d’affetto nei suoi confronti mi ha fatto capire che ad avere torto non è certo lui.”

“Non voglio fare un discorso politico quindi non andrò oltre, concludo con questa fotografia che è emblematica di ciò che mio padre mi ha insegnato: di fronte a certi attacchi la cosa migliore da fare è farsi una bella risata alla faccia di chi vive represso nell’odio e nel disprezzo.”