Disinfettare lo smartphone. Ecco cosa fare.

Il Coronavirus ha creato un problema serio in Italia, le precauzione da prendere sono tante, bisogna chiaramente seguire tutte le nuove raccomandazioni di igiene pubblicate in Gazzetta ufficiale il 4 marzo.

Lavarsi spesso le mani, evitare contatti ravvicinati, almeno un metro di distanza, evitare abbracci e strette di mano. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

Molti si chiedono se è opportuno anche disinfettare alcuni oggetti con cui entriamo in contatto ogni giorno. Per esempio, sapevate che tocchiamo il cellulare anche 150 volte al giorno, lo portiamo fuori, in casa nelle diverse stanze, dal bagno alla cucina, insomma è sicuramente uno degli oggetti che può diventare un ricettacolo di batteri molto ampio.

Per questo motivo, oggi vogliamo spiegarvi come disinfettarlo al meglio. Uno studio della università di San Diego, in California, parla molto chiaro e ci dice che sì, lo smartphone è un ricettacolo di batteri.

È sempre buona abitudine, dunque, disinfettare gli oggetti con cui costantemente entriamo in contatto. Usiamo sempre dei panni in microfibra, per esempio uno di quelli che usiamo per pulire gli occhiali, o anche un panno in pelle di daino o microfibra, che sono molto morbidi e non lasciano macchie ed aloni.

Il panno deve essere sempre pulito e non usate detergenti o solventi o detersivi a base di ammoniaca, perossido di idrogeno e così via. Bagnate il panno leggermente, basterà per pulire.

Ricordate di usare movimenti circolari e spegnere il telefono e state attenti a non bagnare lo schermo, magari senza custodia, ma usate la pulizia sugli spazi laterali e sul retro.

Per le pulizie più drastiche allora usate acqua e alcol denaturato, in tale caso potete inumidire il panno in microfibra e procedere alla pulizia del telefono

I raggi UV, poi, possono eliminare germi e batteri. Bastano solo sei minuti di esposizione. Ad ogni modo ricordate sempre di asciugare molto bene il vostro dispositivo. Mantenere igienizzato anche ciò che usiamo costantemente è una buona cosa

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