Coronavirus, le mascherine chi deve usarle, quali e cosa significano i codici che riportano.

La situazione inerente alla diffusione del covid-19 è allarmante e seria, molti di noi si sono fatti prendere dal panico e hanno adottato misure di prevenzione a volte considerate inutili, correndo all’acquisto di mascherine non idonee o usando quelle corrette che ormai sono introvabili e che sarebbero dovute servire a chi realmente ne aveva bisogno.

Ecco quali sono i modelli di mascherina in commercio e chi davvero dovrebbe farne uso. Nel suo ultimo discorso il premier Giuseppe Conte ha comunicato ulteriori misure restrittive a scopo preventivo per evitare la diffusione ulteriore del virus al fine di tutelare la situazione sanitaria italiana già al collasso.

Le attività commerciali a rimanere aperte saranno solo quelle legate ai beni di prima necessità (compresi tabacco e dispositivi elettronici) e le farmacie.

Le attività di ristorazione e tutte le altre rimangono chiuse, rimane il servizio a domicilio e vengono assicurati i trasporti di merce e persone.

Molti vorrebbero muoversi da casa per andare a fare la spesa, con qualche mascherina, ma ormai sono quasi introvabili i prezzi su internet sono soggetti a opera di bagarinaggio e anche i sanitari hanno seri problemi a reperirle. Il motivo di questa corsa alle mascherine è tuttavia insensato e dannoso.

Infatti se si è sani le mascherine non servono a proteggersi dal virus a comunicarlo è stato Walter Ricciardi, componente italiano del Comitato esecutivo dell’Oms, nominato consigliere del ministero della Salute e coordinatore delle relazioni con gli organismi sanitari internazionali.
Le uniche persone a cui le mascherine servono sono i malati, immunodepressi e il personale sanitario.

“Quelle di garza che vanno a ruba, servono come misura di precauzione. Quelle sofisticate, che hanno dei filtri, servono a proteggere gli operatori sanitari” le indicazioni da adottare tutti invece sono lavare sempre le mani in maniera adeguata ed evitare di toccare il viso e sopratutto le mucose, stare ad almeno un metro di distanza da altre persone ma soprattutto evitare di uscire di casa, casomai coprirsi il il volto con una bandana o una sciarpa, da pulire una volta tornati in casa.

Le mascherine in commercio e che qualcuno riesce a trovare hanno dei codici. Ecco cosa significano:

Le mascherine FFP1, FFP2, FFP3 – La FFP1 va bene per il filtraggio di particelle fini e polveri non tossiche, come silice, lana di vetro, grafite, cemento, zolfo, carbone, metalli ferrosi o legno tenero. La FFP2 hanno una capacità maggiore di filtraggio utili per evitare le particelle fini, anche tossiche (levigatura di parti metalliche, resina, funghi…) o per proteggere da virus influenzali. La FFP3 è la più performante e offre un’altissima protezione contro le particelle molto fini e particolarmente pericolose (piombo, amianto, fibre ceramiche, spruzzi di cemento e sono quelle più efficaci – insieme alle FFP2 – per la protezione dal Coronavirus ed altri agenti patogeni).

Poi ci sono le mascherine chirurgiche. Sono quelle monouso usate in ambito medico per limitare la diffusione di agenti infettivi dal personale al paziente. Vengono utilizzate anche in sala operatoria durante interventi chirurgici per non infettare il campo chirurgico ma non vanno bene per contrastare la diffusione di virus e batteri, in quanto non hanno un sistema filtrante.

FFP2 ed FFP3 sono dunque le uniche utili per i soggetti a rischio. Ma bisogna indossare i dispositivi in maniera corretta: dunque lavare bene le mani con strumenti adeguati come sapone o disinfettante o alcol, non lasciare spazi fra viso e mascherina che deve arrivare fin sotto il mento, mai toccare la mascherina senza avere le mani appena pulite.

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