Aguscello: l’ex Ospedale Psichiatrico Infantile è tra i luoghi più spettrali d’Italia (10 Foto)


Aguscello è un piccolo paesino emiliano che rappresenta una piccola frazione di Ferrara, composta da soli 535 abitanti e risalente all’anno 990.

In questa piccola località, tuttavia sorge un luogo davvero spettrale, che ha creato numerose leggende e superstizioni, legate alle storie di fantasmi. Proprio al suo interno, infatti, sorge quello che per tanto tempo è stato un ospedale psichiatrico infantile.

La sua storia si perde nel corso degli anni, fino a quando venne improvvisamente abbandonato, per motivi ignoti all’inizio degli anni ’70.

In questo luogo furono praticati molti riti occulti e sedute spiritiche e in base a quanto si tramanda, le storie accadute al suo interno sono veramente raccapriccianti.

La struttura era gestita da suore e personale della chiesa che non rappresentavano per niente la misericordia tipica di questi ordini sacerdotali. I bambini venivano trattati in maniera terribile e sottoposti a torture ed esperimenti, senza alcun tipo di riguardo.

Ancora oggi, dopo tanti anni, al suo interno si respira un’atmosfera quasi malvagia e le foto scattate sembrano una prova tangibile dell’orrore che si viveva tra le sue mura.

Tra le varie leggende che alimentano il mito di questo luogo, c’è la storia del piccolo Filippo Erni, un bambino che avrebbe ucciso alcuni suoi compagni e quindi imprigionato in una stanza all’interno dell’edificio.

Questa era sita al piano più alto e a quanto pare, la sua prigionia lo ha portato a gettarsi dalla finestra, trovando la morte.

Molti rivelano che ancora oggi sia possibile sentire i suoi passi all’interno dell’ospedale, vagando come se non riuscisse a trovare pace.

Secondo altre fonti, tra i bambini presenti nell’ospedale psichiatrico si dilagò un’epidemia che li uccise tutti e vennero seppelliti in delle fosse comuni. Per insabbiare la faccenda molte aree vennero smantellate e distrutte, così da eliminare prove e testimonianze.

Questo spiegherebbe l’improvvisa cessazione delle attività. Ad avvalorare questa versione ci sono i moltissimi resti umani che sono stati ritrovati, sepolti senza alcuna cura, all’esterno dell’edificio.